Perché leggere PROGENIE DEGENERE?

Non è un libro buonista, tantomeno un racconto romanzato a tinte rosa o uno storico polpettone variegato di copia-incolla e codizionamenti storicistico-ambientali; neanche si pone come riscatto ad un senso di colpa latente o acclarato, di cui il protagonista è assolutamente privo. Certo l'irragionevole troverà una spiegazione, un epilogo, ma non è questo il punto. Ho raccontato una storia senza sentirmi "giudice". Ho guardato con gli occhi del male una realtà divenuta adulta dopo l'abuso e di come l'abuso sia capace di mescolare sangue e sensi, anche là dove l'amore non c'entri. C'è una strana e insana empatia tra Samuel ed Ela, morbosa e gridata per lui (Samuel), silenziosa e invasiva per lei (Ela). Sono stati generati dal male ed è dal male che degenerano.

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martedì 4 luglio 2017

Progenie degenere... un desiderio consumato nel male.

Una clinica in fiamme. Due ragazzi si allontanano nella notte, paradossalmente senza fretta, ad attenderli una sporca libertà e l'intenzione di un desiderio consumato nel male. Indossano la stessa e pesante camicia verde oliva, dotata di una cintola elastica, che penzola lungo la schiena senza frenare l’istinto, i passi verso il tramonto e oltre l’inferno della ragione. A guardarli sono così simili. Entrambi con la testa rasata. La statura media di Ela è pressappoco quella di Samuel, neanche lo dissocia per ossuta corporatura, lentezza, tanto meno distinzione sessuale; ma sono di spalle, una sorta di specchietto per le allodole, perché ad invertire il punto di vista bisogna armarsi di coraggio. Tutto cambia irreparabilmente e non riferito alla mera constatazione del brutto - assolutamente opinabile, soggettivo - quanto alla percezione di un sinistro presentimento che danno. Lei, adolescente disturbata, dalla gestualità infantile, silenziosa e apparentemente indifesa. Ha grandi occhi neri e sguardo livido di una sensazione impronunciabile. I tratti spigolosi e il naso irregolare si addolciscono lungo la bocca carnosa, da cui inizia una lunga cicatrice, che supera il mento fino a perdersi dietro l’orecchio destro, a formare l’incompleto segno dell’infinito: la lettera “S”. Per Samuel non deturpa, non vìola la bella pelle dell’unica creatura capace di rendere desiderio raggiungibile la debolezza, il calore che rifugge come madrileno affetto da albinismo, che, nell’anomalo candore, inquieta con occhi che sembrano cangiarsi all’improvviso, scrutare e destabilizzare per una malevola gioventù. Come qualcosa di puro e oltraggiato allo stesso tempo, che i lineamenti regolari descrivono tra banalità e disturbo incontrollabile che ha, che dà di un’identità amorfa e per questo duttile, nel conformarsi mutevole alla sostanza del dolore inferto senza coscienza e che il bianco veste di indifesa paura. Un etereo letale di ventiquattro anni, mentre Ela ne ha solo quattordici.
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  • Ebook di Maria Rosaria Cofano
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  • sabato 24 giugno 2017

    ... addosso


    Ho scoperto di essere dove pensavo di non essere. Con la mente ti ho cercato, implorato, ma non eri più con me. Le parole scorrono e anche il desiderio, quello che non si è fatto carne. Solo pensiero, sei solo pensiero. Solo, come me. E' tutta colpa delle musica se i ricordi fanno ancora male. Tu pensi, ti convinci che sia passato, ma niente passa. Sei ancora addosso e non lo saprai mai se non vieni a cercarmi. 

    lunedì 14 novembre 2016

    APATIA

    Imperversa la noia. Pensieri muti e frasi spezzate. Fogli sporchi di caffè e una luce troppo forte per i miei gusti. Apatia, amica mia! Ne abbiamo perse di giornate. Io a recuperare l'irrecuperabile e tu a rubarmi i respiri. Lo stesso ho bisogno di te. Ritrovo quello che mi hai dato, dopo averlo cercato tra i libri impolverati, con pagine segnate da eventi che credevo capaci di cambiarmi. Hai fallito amica mia... hai fallito! Te lo dico senza cinismo, rimarcando il numero di quella pagina (sempre la stessa). Lui c'era ancora. La sua ragione poteva essere quella della mia esistenza, ma avere il coraggio di annullarsi non è coraggio. Si è soli anche tra la gente... e intanto l'acqua scorre. Solo allora ricordo e torna un tempo: il mio.

     

     

    I miei romanzi:

    PROGENIE DEGENERE - L'origine del male.

    NORA DAREN - Il Corpo, il suo Supplizio

     

    venerdì 2 settembre 2016

    NELLA TESTA DI UNA DONNA RAFFINATA

    L'ennesima toilette da autostrada alla stregua di una latrina. A precedermi un ragazzo, tiene per mano sua figlia. Fosse stata la mia, l'avrei fatta pisciare in macchina. Entro, ma non tocco praticamente niente: salviette antibatteriche, contenitore dove piscerò eludendo e scongiurando possibili infezioni. Mi passano per la testa tanti di quei pensieri che sono già distratta dal vociare insistente della gente al bar. Lui prende un Gratta e Vinci  e in macchina esulta: "Ho vinto 500 euro!...", non si fida di niente e nessuno e aggiunge "... mettilo qua, mettilo là...", e si riparte. Freccia a sinistra. Di nuovo in autostrada a contare i sorpassi. Quanto mi piace guidare! Metto insieme tutti i pezzi e realizzo che Roma sia vicina, a conferma l'asettica voce del navigatore. Il sole in faccia e la costipazione intestinale già in atto. Per due giorni di cacare non se ne parla proprio: senza il mio bagno è una tragedia. MRosariaC

     

    I miei libri:

    PROGENIE DEGENERE - L'origine del male.

    Nora Daren. Il corpo, il suo supplizio

    lunedì 13 giugno 2016

    venerdì 3 giugno 2016

    UN PUNTO FERMO


    Ho ripreso a scrivere, ritagliandomi un po' di tempo dopo i pasti e verso sera, quando i rumori stranamente tacciono e c'è solo la scelta della musica giusta. Come una medicina il desiderio di scrivere arriva. Quello che scrivo a volte mi stupisce negativamente. C'è una parte di me che non si pone censure, che ha bisogno di rendere il racconto avulso da inibizioni. Senza freno, vago libera nei meandri più oscuri della mia indole. Non la sola ricerca della memoria, perché tutte le porte sono come spalancate. Mi cerco e mi trovo. Che strana che sono! Del resto lo sono sempre stata. Credo a quello che sento, ma sono quello che immagino. Le parole appagano più del cibo. MRosariaC



    I miei libri:

    PROGENIE DEGENERE - L'origine del male.

    Nora Daren. Il corpo, il suo supplizio


    sabato 9 aprile 2016

    LO STRANO NUTRIMENTO

    Si arriva a non provare più dolore e nell'indifferenza capisci che la vita ha vinto. Tutto quello che cambia è perdente. Vince solo chi non si allontani da se stesso. Ma quale vittoria? Quella che non ti arricchisce nel materiale, non ti alimenta nel letterale e lo stesso aggrada. Un nutrimento strano, che ha radici nell'orgoglio come l'ignoranza. Chi non sa non si chiede e se non ti pieghi... non cambi. MRosariaC 

     

    CORREZIONE GRAMMATICALE E SINTATTICA. EDITING...