Perché leggere PROGENIE DEGENERE?

Non è un libro buonista, tantomeno un racconto romanzato a tinte rosa o uno storico polpettone variegato di copia-incolla e codizionamenti storicistico-ambientali; neanche si pone come riscatto ad un senso di colpa latente o acclarato, di cui il protagonista è assolutamente privo. Certo l'irragionevole troverà una spiegazione, un epilogo, ma non è questo il punto. Ho raccontato una storia senza sentirmi "giudice". Ho guardato con gli occhi del male una realtà divenuta adulta dopo l'abuso e di come l'abuso sia capace di mescolare sangue e sensi, anche là dove l'amore non c'entri. C'è una strana e insana empatia tra Samuel ed Ela, morbosa e gridata per lui (Samuel), silenziosa e invasiva per lei (Ela). Sono stati generati dal male ed è dal male che degenerano.

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venerdì 25 maggio 2018

L'UOMO FA PAURA

Quante ne abbiamo combinate amico mio! Quante risate! Bisogna trovare il tempo per sorridere alla vita, anche quando ti alzi col torcicollo come me stamattina... poi guardi dalla finestra, la giornata è bella, promette bene. Tu vorresti rallentare, perderti nella natura, in qualcosa che diamo per scontato, pensando che sia lì, perfetta ad aspettarci per sempre. Niente di più sbagliato! In un tempo sempre più piccolo di un giorno qualunque, il potente nella stanza dei bottoni si alza a deturpare quello che è già di per sé perfetto. Il Creatore ha mandato il Figlio, il Figlio che si è fatto uomo e l'uomo fa paura.


sabato 17 febbraio 2018

FUORI DAL TEMPO E DALLO SPAZIO

Francamente ritengo che tu faccia un uso improprio dell'utilità se misurato in base alla distanza, anche perché è il tuo concetto di utilità, un metro a cui avresti dato un senso di utilità se solo avessi acconsentito a darti quello che chiedi. La citazione dell'uomo ridotto ad automatismo o macchina come dir si voglia, è affine a queste strumentazioni e le loro risultanti, là dove tutto si riduca a copiose icone. I pensieri non hanno sempre bisogno di essere figurati, come i sentimenti non hanno sempre bisogno di gratificazioni visive. Un vero sentimento lo è a prescindere. La velocità con la quale si bruci tutto nel reale, ha menomato l'immaginazione e reso l'uomo una macchina. Ci sono libri meravigliosi costruiti su corrispondenze epistolari di affinità, che si sono rincorse, cercate a prescindere da una fotografia, distanza e concetti astrusi di utilità. Certo bisogna viversi, conoscersi e questo appartiene allo stato reale, all'abusato termine quotidiano: se quello che abbiamo sentito si ridurrà a mera meccanica, allora non abbiamo sentito niente. Semplice! Il nichilismo... hai ragione, con questo non c'entra.

venerdì 29 dicembre 2017

IL CENONE DI CAPODANNO

Amico mio, se sei sopravvissuto al Pranzo di Natale, ora ti tocca il Cenone di Capodanno. Come ci sei arrivato? Grazie al bombardamento massmediatico, giunto al parossismo dopo il palleggio subliminale del panettone spumato, i lassativi e la pomata per le ragadi. Questo siamo per il sistema consumistico: maiali civilizzati, con le emozioni nell'intestino e l'abbonamento alla farmacia. E allora sai cosa dovresti fare? Sovvertire il sistema, quello che ti vuole grasso e stordito. Ignora il cenone pantagruelico e passa direttamente a una sana colazione, senza cadaveri di animali nel tuo piatto con contorno di lenticchie. Risparmia al tuo corpo una digestione da leone, perché non ti aiuterà mettere indietro la bilancia di almeno 3-4 Kg; o nascondere sotto il piede il bottone scoppiato, mentre ti avviti la cintura. Neanche il senso di colpa riuscirà a darti un alibi credibile, se hai bisogno di fagocitare per dimenticare quello che sei realmente. Apri gli occhi e qualche volta chiudi la "benedetta" bocca, perché il nuovo anno arriva anche se non lo festeggi con smembramenti di animali farciti. Buon Anno.  


sabato 23 dicembre 2017

SCAPPA... oggi c'è il pranzo di Natale!

Diciamocela tutta! Lo spirito del Natale è morto nella panza. Ormai il Natale non piace più a nessuno. Donne esaurite dietro i fornelli. Uomini ritenuti perennemente incapaci di ottemperare una qualsiasi faccenda domestica. Bambini esigenti già obesi di merendine prima ancora di sedersi a tavola. Nonni autocelebrativi, insuperabili con i soliti motti del cacchio... "ai miei tempi il mangiare si digeriva prima, non c'era tutto questo spreco e già giravamo senza mutande". Parenti con corredi di domande, sempre le stesse. La noia del confronto, dei baci, gli abbracci, delle voci, dei contesti, dell'estratto conto di quello che indossi. E allora amico mio, se proprio passi di qua... scappa prima di sederti a tavola! Inventa una scusa, ammalati. Portati dietro solo il cane, se ce l'hai, perché quello si accontenta di un osso e ti guarda felice, senza giudizio. Buon Natale.



I miei romanzi:

PROGENIE DEGENERE - L'origine del male.

NORA DAREN - Il Corpo, il suo Supplizio

 

martedì 4 luglio 2017

Progenie degenere... un desiderio consumato nel male.

Una clinica in fiamme. Due ragazzi si allontanano nella notte, paradossalmente senza fretta, ad attenderli una sporca libertà e l'intenzione di un desiderio consumato nel male. Indossano la stessa e pesante camicia verde oliva, dotata di una cintola elastica, che penzola lungo la schiena senza frenare l’istinto, i passi verso il tramonto e oltre l’inferno della ragione. A guardarli sono così simili. Entrambi con la testa rasata. La statura media di Ela è pressappoco quella di Samuel, neanche lo dissocia per ossuta corporatura, lentezza, tanto meno distinzione sessuale; ma sono di spalle, una sorta di specchietto per le allodole, perché ad invertire il punto di vista bisogna armarsi di coraggio. Tutto cambia irreparabilmente e non riferito alla mera constatazione del brutto - assolutamente opinabile, soggettivo - quanto alla percezione di un sinistro presentimento che danno. Lei, adolescente disturbata, dalla gestualità infantile, silenziosa e apparentemente indifesa. Ha grandi occhi neri e sguardo livido di una sensazione impronunciabile. I tratti spigolosi e il naso irregolare si addolciscono lungo la bocca carnosa, da cui inizia una lunga cicatrice, che supera il mento fino a perdersi dietro l’orecchio destro, a formare l’incompleto segno dell’infinito: la lettera “S”. Per Samuel non deturpa, non vìola la bella pelle dell’unica creatura capace di rendere desiderio raggiungibile la debolezza, il calore che rifugge come madrileno affetto da albinismo, che, nell’anomalo candore, inquieta con occhi che sembrano cangiarsi all’improvviso, scrutare e destabilizzare per una malevola gioventù. Come qualcosa di puro e oltraggiato allo stesso tempo, che i lineamenti regolari descrivono tra banalità e disturbo incontrollabile che ha, che dà di un’identità amorfa e per questo duttile, nel conformarsi mutevole alla sostanza del dolore inferto senza coscienza e che il bianco veste di indifesa paura. Un etereo letale di ventiquattro anni, mentre Ela ne ha solo quattordici.
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  • Ebook di Maria Rosaria Cofano
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  • sabato 24 giugno 2017

    ... addosso


    Ho scoperto di essere dove pensavo di non essere. Con la mente ti ho cercato, implorato, ma non eri più con me. Le parole scorrono e anche il desiderio, quello che non si è fatto carne. Solo pensiero, sei solo pensiero. Solo, come me. E' tutta colpa delle musica se i ricordi fanno ancora male. Tu pensi, ti convinci che sia passato, ma niente passa. Sei ancora addosso e non lo saprai mai se non vieni a cercarmi. 

    lunedì 14 novembre 2016

    APATIA

    Imperversa la noia. Pensieri muti e frasi spezzate. Fogli sporchi di caffè e una luce troppo forte per i miei gusti. Apatia, amica mia! Ne abbiamo perse di giornate. Io a recuperare l'irrecuperabile e tu a rubarmi i respiri. Lo stesso ho bisogno di te. Ritrovo quello che mi hai dato, dopo averlo cercato tra i libri impolverati, con pagine segnate da eventi che credevo capaci di cambiarmi. Hai fallito amica mia... hai fallito! Te lo dico senza cinismo, rimarcando il numero di quella pagina (sempre la stessa). Lui c'era ancora. La sua ragione poteva essere quella della mia esistenza, ma avere il coraggio di annullarsi non è coraggio. Si è soli anche tra la gente... e intanto l'acqua scorre. Solo allora ricordo e torna un tempo: il mio.

     

     

    I miei romanzi:

    PROGENIE DEGENERE - L'origine del male.

    NORA DAREN - Il Corpo, il suo Supplizio

     

    CORREZIONE GRAMMATICALE E SINTATTICA. EDITING...